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Com’è la vita di uno UX designer in Flowing?

Pubblicato il 18/09/2020 da
In sintesi

In questo periodo stiamo facendo colloqui per conoscere nuove persone e avviare con alcune un percorso di onboarding che li porterà a diventare nuovi surfer. In particolare ora stiamo cercando un* UX designer da inserire nel nostro team. E allora abbiamo intervistato Filippo Gianessi, uno dei nostri UX designer: vogliamo farti conoscere Flowing direttamente dalla voce di chi ne fa parte.

Sentiamo cosa ci racconta Filippo, come vive Flowing nella sua quotidianità. 

Qual è la tua giornata tipo in Flowing? Soprattutto, c’è una giornata tipo? 🙂

La mia giornata tipo in Flowing parte dopo un caffè e un croissant al pistacchio che solitamente precedono lo standup di progetto della mattina. Il resto della giornata dipende dal contesto e dal team in cui mi trovo: spazio dalla ricerca con gli utenti, alla progettazione di interfacce fino alla loro implementazione, a seconda dello stato e degli obiettivi del progetto contribuisco portando valore come ux designer. Durante la giornata alterno momenti di focus autonomo a momenti di pair con il team, questi ultimi in particolare mi permettono di crescere e di far crescere in maniera naturale. Negli ultimi quattro anni mi sono fatto contaminare dal mondo development e strategy ottenendo molte nozioni trasversali che mi permettono sia di comprendere meglio le discussioni tra tecnici (e quindi contribuire con il mio punto di vista da designer) che di prendere decisioni progettuali consapevoli dei requisiti e della fattibilità del mondo dello sviluppo e del business.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Una delle cose che apprezzo di più è l’impatto che posso avere come designer all’interno dei progetti sia in fase di analisi che in fase di esecuzione. Poter sedermi al tavolo con il team del cliente per mappare e discutere la strategia di prodotto e di business per identificare gli obiettivi e comprendere il dominio è uno degli aspetti più stimolanti come designer. Mentre poi quando le attività di discovery sono concluse, poter lavorare al fianco di team e clienti che si occupano del progetto in ottica end-to-end mi permette di avere un rapporto diretto tra la progettazione e l’implementazione, compresa la possibilità di contribuire a quest’ultima.

Che lavori stanno arrivando nell’ultimo periodo?

Come team ux cerchiamo di essere il più possibile all’interno di tutti i progetti, in alcuni come parte fondamentale del progetto, in particolare nei progetti greenfield (dove si inizia da zero), in altri come supporto e ascolto per rimanere nel loop del progetto e poter contribuire intercettando problematiche e possibili evoluzioni (spesso progetti ereditati, brownfield). Solitamente con i progetti che partono da zero effettuiamo analisi e ricerca ux maggiormente approfondite, partendo dalla user research – momento del processo che vorremmo rafforzare sempre di più – fino ad arrivare ai test di usabilità e la progettazione di pattern library e design system.

Sei in Flowing da diversi anni: perché lavori in Flowing? cosa rende questa collaborazione duratura? 

Per le possibilità e la contaminazione che può dare sommate ai benefit che ci fornisce: personalmente ritengo lo smart working la modalità di lavoro sostenibile, una cultura che si cura del benessere della persona e dell’ambiente circostante, una necessità ormai. Tutto questo, unito ai punti evidenziati sopra, fa sì che in Flowing ci sia un ambiente con il quale mi è piaciuto e piace collaborare.

Se ti ho incuriosito e vuoi saperne di più sul profilo di UX designer che stiamo cercando leggi qui.

Ti interessa sapere se ci sono altre posizioni aperte? Ecco l’elenco completo.

Photo credits: UX Store on Unsplash