Un caffè con… Patrick Luca Fazzi

Alessandro: Da pochi mesi, in Flowing è entrato un nuovo eccellente surfer: Patrick Luca Fazzi, al quale ho avuto l’onore di fare da tutor per un mese.
Allora perché non raccontare chi è Patrick e capire come ha vissuto la fase di onboarding?

Da qui l’idea di intervistarlo 🙂

Alessandro: Ciao Patrick e benvenuto in Flowing.

Patrick: Ciao Ale, grazie.

Alessandro: Ormai sono circa tre mesi che sei entrato in Flowing e vedo che sei ben ambientato, ma raccontaci qualcosa in più su di te!

Patrick: Mi definisco uno sviluppatore back-end – anche se nel corso del tempo ho fatto un po’ di tutto – perché ultimamente ho lavorato a progetti PHP basati su Symfony.

Ho conseguito una laurea in Ingegneria telematica, per cui il mio background accademico è un mix di informatica e telecomunicazioni. Durante gli studi mi sono reso conto che l’ingegneria del software non era solo una materia di studio ma anche una passione, così dopo la laurea ho iniziato a lavorare in una software house. Nel corso del tempo ho continuato a studiare e ho avuto la possibilità di cimentarmi in diversi progetti che mi hanno permesso di crescere. Qualche mese fa sono approdato in Flowing, dove ho iniziato un percorso che sicuramente mi aiuterà a crescere come professionista, e non solo.

Nel tempo libero mi dedico allo sport, in modo da compensare le ore passate davanti al PC. Inoltre mi piace leggere, al punto che faccio fatica a completare un libro perché nel frattempo ho già trovato altri due o tre titoli da divorare. Non ho un hobby in particolare ma ne coltivo sempre di nuovi. Ad esempio qualche mese fa ho deciso che era giunta l’ora di imparare a disegnare e così ho passato ore e ore con la matita in mano.

Alessandro: Ottimo! Mi piacerebbe sapere quali libri ti sentiresti di consigliare ad altri sviluppatori che reputi dei must have.

Patrick: Me ne vengono in mente tanti! Sicuramente un must have è Clean Code di Uncle Bob. È un libro che offre tantissimi consigli pratici che possono rendere il nostro codice migliore sotto tanti punti di vista. Nonostante lo abbia letto per intero tempo fa, spesso ne rileggo volentieri alcune parti.

Un altro libro che mi sentirei di consigliare a occhi chiusi è Extreme Programming Explained di Kent Beck, perché va oltre la tecnica descrivendo una serie di valori, principi e pratiche che possono avere un notevole impatto su come approcciamo il nostro lavoro e sulla soddisfazione che ne deriva.

Alessandro: Concordo pienamente con te, sono libri che mi sento di consigliare a mia volta.
Mi piacerebbe soffermarmi sull’approccio al lavoro, pensi ci sia una diversa modalità in Flowing? Cosa ne pensi?

Patrick: Sono in Flowing da poco, ma ho già avuto la possibilità di apprezzare l’approccio allo sviluppo che l’azienda promuove al suo interno. Ho sempre apprezzato i principi contenuti nel Manifesto Agile, per cui ho subito notato come in azienda si cerchi di applicarli nella quotidianità. Ad esempio il focus di tutti, dagli sviluppatori a i designer, è posto sul rilascio di valore anziché sul mero rilascio di funzionalità. Inoltre si cerca di instaurare un rapporto di collaborazione attiva con i clienti, che si traduce in una comunicazione costante e in una serie di riti che permettono di condividere obiettivi e ottenere feedback.

Ho apprezzato anche il fatto che le decisioni non vengono “imposte dall’alto”, bensì vengono delegate il più possibile ai team di progetto, i quali, sulla base delle informazioni in loro possesso, hanno facoltà di scegliere gli strumenti, i riti e le tecnologie più adatte al fine di rilasciare costantemente valore ai clienti. Inoltre ho avuto il piacere di collaborare con persone molto forti tecnicamente ma soprattutto di grande esperienza e caratterizzate da un forte senso di responsabilità, qualità indispensabili alla buona riuscita dei progetti.

Alessandro: Sicuramente si denota un tono positivo da quello che ci racconti, ma cosa ti ha fatto davvero scegliere Flowing?   

Patrick: Sono una persona dinamica a cui piace il cambiamento. Scegliere Flowing è stata l’occasione di rimettermi in gioco e di confrontarmi con un contesto di grandi professionisti. Inoltre mi sono trovato molto d’accordo con ciò che l’azienda comunica del suo modo di intendere lo sviluppo software, sentivo che sarei stato messo in condizione lavorare al meglio.

Alessandro: Pensi che il primo mese di onboarding ti sia stato utile? Ti era mai capitato di affrontarlo in questa maniera? Raccontaci come lo hai vissuto.    

Patrick: L’onboarding da remoto presenta delle criticità non indifferenti. Il primo giorno non entri sorridente in ufficio e stringi la mano a tutti. Da remoto devi necessariamente trovare altri modi per conoscere l’azienda e le persone. Devo dire che Flowing presta molta attenzione a questo aspetto e investe tanto sul processo di onboarding. Da subito mi è stato affiancato un tutor che mi ha seguito costantemente e ha cercato di trasmettermi informazioni sull’azienda e sulla sua vision. Inoltre mi è stato messo a disposizione un notevole quantitativo di tempo e materiali per approfondire non solo aspetti tecnici ma soprattutto per comprendere i principi alla base della cultura aziendale. Sebbene io abbia già lavorato per anni da remoto, sono rimasto piacevolmente colpito da come sia andata questa prima fase.

Alessandro: Grazie mille Patrick per gli ottimi spunti!
A presto.

Patrick: Grazie a te!

Photo credits: Joshua Ness on Unsplash