Case Study

Future Fashion: nasce MTO Suite per il made to order di articoli personalizzabili dagli acquirenti

mto suite

Future Fashion è l’azienda che ha creato il brand di calzature personalizzate Design Italian Shoes e che ora sta sviluppando soluzioni digitali per gestire la personalizzazione omnicanale dedicata al mondo della moda. 

Dall’esperienza ottenuta grazie a Design Italian Shoes, ha deciso di digitalizzare i processi di MTO (Made to Order) relativi alla progettazione, vendita e produzione di articoli personalizzabili dagli acquirenti. Nasce così MTO Suite, disegnato per:

  • portare know-how nelle aziende manifatturiere che non hanno ancora sviluppato completamente la personalizzazione dei propri articoli;
  • creare cultura e nuove opportunità attraverso un nuovo frame tecnologico.

Dopo la nostra collaborazione precedente per la realizzazione dell’e-commerce e del configuratore di Design Italian Shoes, anche in questo caso Future Fashion ci ha scelto come partner tecnologico del suo nuovo progetto.

Comprendere i bisogni del cliente attraverso la Discovery

All’inizio del nostro percorso di collaborazione, il progetto MTO suite era un prodotto in fase embrionale, totalmente da sviluppare. In questa fase, le idee di solito sono molte e su fronti diversi, è questo uno dei motivi per cui approcciamo i progetti con una discovery iniziale. 

In questa prima fase di progetto, abbiamo messo in campo molti esercizi e format tra cui EventStorming per aiutare il cliente a creare una roadmap di progetto e capire su quali attività mettere il focus. Lo abbiamo aiutato a definire un MVP con il quale iniziare a raccogliere feedback dal mercato.

Le scelte tecnologiche per abbracciare il feedback rapido

La ricerca continua del feedback ci ha accompagnato anche nelle scelte tecnologiche, oltre che nel processo e nella scelta delle funzionalità. Ad uno stack abbastanza classico per Flowing – PHP e Symfony per la parte back-end, React per la parte front-end – abbiamo affiancato due processi di continuous deployment basati su AWS Codepipeline, uno per il frontend ed uno per il backend.

Tenere separate le pipeline ci consente di ottimizzare i tempi di ciascuna di esse e mantenere più ordinato il flusso.

Inoltre, per ottenere un feedback immediato, durante l’esecuzione delle pipeline vengono inviate notifiche di aggiornamento su un channel Slack dedicato.

Oltre allo stack tecnologico, anche alcune scelte implementative sono state utili proprio nelle prime fasi del progetto, quelle di solito più “fluide” e dove una base di codice deve adattarsi ed essere il più facilmente evolvibile per poter stare al passo con i nuovi requisiti di business che emergono quasi giornalmente. 

Un esempio di questo approccio è l’utilizzo di un Google Spreadsheet come “interfaccia di back-office” al posto di un classico pannello di amministrazione. Questo ci ha permesso di modellare i dati velocemente insieme al team del cliente, facendogli utilizzare un tool a loro congeniale. Google spreadsheet permette di accedere ai dati di un foglio tramite API Rest, quindi a intervalli regolari questi dati vengono riversati su un database classico per ottenere delle performance di lettura accettabili.

Con questo semplice “trucco” abbiamo ottenuto un buon throughput – siamo arrivati a conclusione prima delle deadline concordate – mantenendo la flessibilità e l’evolvibilità che erano richieste in questa fase di progetto.

Le scelte lato UI design

Oltre alla parte tecnologica, è stato molto importante già dalle prime battute definire una direzione stilistica che ci permettesse la scalabilità: il software aveva come requisito quello di essere white-label, e doveva poter dunque ospitare diverse brand identity, mantenendo omogeneità nelle interfacce.

Abbiamo definito una palette cromatica basata su colori neutri per gli elementi strutturali delle UI, ma accentuata dal colore caratterizzante del brand ospitato nelle call-to-action ed elementi interattivi.

Analogamente alle cromie, anche la scelta tipografica è stata condizionata dalla necessità di adattabilità: abbiamo quindi definito, oltre a una font-family di default, una scala tipografica armonica che definisse tutti gli stili testuali necessari. 

Grazie a queste primitive, abbiamo poi declinato i componenti base per strutturare una pattern library essenziale: bottoni, sistema di notifiche, icone e layout.

Attraverso la progettazione rapida di prototipi interattivi e la realizzazione di See/Do map condivise, abbiamo facilitato le decisioni sul prodotto e validato l’interazione dell’utente con il software MTO suite, consegnando interfacce implementabili fin dai primi sprint del progetto.

Un ruolo molto importante l’ha avuto lo strumento Figma, che grazie alla sua natura, ci ha permesso in primis di condividere il materiale prodotto, e in seconda battuta, di facilitare momenti di workshop dove abbiamo definito assieme al cliente gli shared learning più importanti, come una prima versione di vocabolario condiviso.

Continuous Discovery 

La fase di discovery non si è fermata al momento iniziale: abbiamo fatto vari momenti di allineamento e di approfondimento su argomenti verticali, a volte concentrandoci sulla delivery, a volte con un focus sul learning e sugli utenti grazie a strumenti quali la See/Do map, la prototipazione rapida e un vocabolario condiviso.

Questo ha permesso a tutto il team (cliente compreso) di essere sempre allineato sui reali bisogni del business e degli utenti. In questo modo abbiamo evitato fraintendimenti e tutte le discussioni seguenti sono state sempre più fluide e brevi, facendo risparmiare tempo ed energie utili al progetto.

“Grazie a Flowing siamo riusciti a pianificare lo sviluppo della nostra MTO suite in maniera incrementale, mettendo in priorità le attività a maggior valore aggiunto per il cliente, scegliendo insieme che cosa sacrificare nella versione 1 della nostra piattaforma.”

Andrea Carpineti, CEO di Future Fashion